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Per l’alluminio si prevedono rincari

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Gli analisti tuttavia ritengono che il rialzo sarà moderato e difficilmente sarà superata la soglia dei 2mila dollari per tonnellata.

Chi studia l’andamento delle quotazioni attraverso l’analisi tecnica prevede che i prezzi dell’alluminio saliranno ancora, anche la prossima settimana. Nulla di clamoroso, però. Il metallo a Londra ha chiuso la settimana a 1890 dollari per tonnellata (settlement), il massimo da un mese a questa parte. Tuttavia è un livello che resta inferiore di 150 dollari rispetto a quello di fine 2012, e di 178 $ rispetto a un anno prima. E secondo gli analisti della Barclays Plc non c’è da attendersi che le quotazioni salgano oltre i 2mila dollari. Le indicazioni fornite dalle charts dei prezzi e interpretate con le analisi di Fibonacci mostrano infatti che quota 2000 è un livello di resistenza, difficile da superare.

L’alluminio è usato in moltissimi settori, per le lattine delle bevande come per l’aeronautica, per l’auto come per l’edilizia. Ma la sovrabbondanza dell’offerta ha schiacciato la quotazione a metà aprile fino a 1804 dollari, il valore più basso dall’estate scorsa, quando erano state registrate punte minime triennali. La situazione non favorisce certo i produttori, molti dei quali non riescono a coprire nemmeno i costi. Neppure gli utilizzatori però possono dirsi soddisfatti: la presenza di forti scorte di metallo irraggiungibili, perché bloccate da warrant, fa salire i premi che è necessario pagare per ottenere la consegna fisica dell’alluminio.

Fonte: FIRSTonline

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