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A Verona l’undicesima edizione del Metef

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«Siamo stati tra i primi Paesi produttori di alluminio, ma oggi ci stiamo imponendo a livello internazionale con il valore aggiunto della nostra capacità di trasformare la materia prima», spiega Mario Conserva, presidente Metef. Il nostro Paese, forte di una filiera di decine di migliaia di piccole e medie imprese attive nei diversi comparti del settore – fonderia getti, pressocolata, estrusione, laminazione, finiture superficiali, stampaggio – sta infatti proponendosi ad alto livello tecnologico proprio nella lavorazione dell’alluminio per gli utilizzi più innovativi, come in ambito aerospaziale e soprattutto nell’automotive. «Il telaio in alluminio della nuova Giulia Alfa Romeo, interamente realizzato in Italia, rappresenterà per molti anni il punto di riferimento del settore automobilistico», aggiunge Conserva. Ne è conferma anche l’incremento della domanda di metallo: l’impiego globale di alluminio in Italia si è attestato nel 2016 a 2 milioni di tonnellate e le previsioni per il 2017 indicano un ulteriore rialzo.

Da oggi al 24 giugno Verona diventa il centro mondiale per il settore dell’alluminio: l’undicesima edizione di Metef (www.metef.com), salone specializzato dedicato al “metallo leggero” e alle leghe innovative per le diverse applicazioni industriali, si annuncia ricca di contenuti e soprattutto allineata con la grande ripresa del mercato dell’alluminio in Italia.

Non a caso a Metef, insieme a oltre 400 espositori, di cui un terzo esteri, partecipano come sponsor i produttori di alluminio primario più importanti a livello mondiale, come Hydro, Rusal, Vedanta ed Emirates Global Aluminium. Nella sezione convegnistica, aperta già martedì 20 dal congresso internazionale Aluminium 2000, si parlerà di Industria 4.0 con Anfia, l’associazione della filiera automobilistica; di sfide e scenari dell’automotive con il Club Faro; di sviluppo della pressocolata con gli specialisti nordamericani della Nadca; di alluminio e generazioni future con il progetto presentato da Assomet e Centroal e con le scuole professionali per la pressocolata e il riciclo.

Fonte: www.avvenire.it

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